Dopo aver inserito la superficie topografica e la suberficie basale del modello di solito si procede definendo le caratteristiche idrogeologiche dei vari layer del modello (cioè la permeabilità nelle direzioni x, y e z e, se il modello deve girare anche in condizioni transitorie, anche lo specific storage e lo specific yield), le condizioni al contorno e l’eventuale ricarica.
Queste ovviamente sono indicazioni di massima che vanno poi calate sul singolo caso.
Nel vostro caso seguirei indicativamente questo schema
1) realizzazione di una carta idrogeologica dell’area oggetto di studio (che deve essere un po’ più ampia del corpo di frana che state esaminando). La carta deve riportare le permeabilità delle varie unità presenti e i rilievi dei livelli di falda dedotti da pozzi, piezometri, CPTU o altre prove disponibili per l’area in esame. Sulla carta devono anche essere riportate tutte le informazioni utili per la definizione delle condizioni al contorno, come ad esempio la presenza di corsi d’acqua, di zone di emungimento, di laghi o ristagni, ecc…
2) realizzazione di una sezione lungo la linea di massima pendenza che mostri la geometria dei corpi geologici nella terza dimensione.
Giunti a questo punto si tratta di definire le condizioni al contorno (trattandosi di una tesi, se si riesce a definire due condizioni a costant head con un po’ di ricarica da pioggia sul corpo di frana sarebbe forse la cosa più semplice) di definire le unità idrogeologiche (cercherei di ridurre al minimo il numero di queste unità) e la permeabilità (anche in questo caso cercherei di limitare l’analisi in condizioni stazionarie in modo da dover definire unicamente la permeabilità delle varie unità).
Se lo ritenete utile in un prossimo post potete anche allegare un jpeg della carta o della sezione.
Saluti
