#4456
bernagozzi
Partecipante

Se in prossimità dell’area sono presenti delle sorgenti probabilmente una soluzione da esaminare è la captazione diretta dalle sorgenti. Ovviamente occorre prima verificare la fattibilità di un intervento di questo tipo. In particolare occorre verificare che la distanza non sia eccessiva e sopratutto che il regime sia tale da garantire una portata sufficiente nei periodi critici per l’irrigazione. In un’ottica di questo tipo, se l’intervento non è urgente, la cosa migliore è sicuramente procedere con un monitoraggio delle portate. Si tratta in pratica di eseguire una serie di misure distribuite durante l’anno per verificare che le portate in uscita soddisfino i fabbisogni idrici. Se ci sono le condizioni, l’idea di eseguire una serie di piccole opere di captazione che versano in un serbatoio di accumulo è sicuramente un’opzione da prendere in considerazione. Se le sorgenti poi si trovano ad una quota superiore rispetto all’area da irrigare si può far funzionare il sistema a gravità, eliminando anche i costi di acquisto, gestione e manutenzione delle pompe.
L’idea di scavare un pozzo è sicuramente da prendere in considerazione, sopratutto se l’area è ricca d’acqua. Se gli acquiferi sono permeabili per fratturazione, però, occorre sempre considerare l’incognita della distribuzione delle fratture in profondità: se non esiste una rete di fratture molto fitta e interconnessa si può correre il rischio di perforare un pozzo senza intercettare un numero sufficiente di fratture acquifere e quindi di ottenere un pozzo poco o nulla produttivo. Questo però a priori non si può sapere. Si può provare a fare una stima sulla base di un rilievo geomeccanico eseguito nell’area, ma si tratta sempre solo di una indicazione di massima.