#4458
bernagozzi
Partecipante

Considera che per fare un monitoraggio è necessario almeno un anno di tempo. Se non è disponibile un intero anno almeno occorre monitorare il periodo più siccitoso, cioè il più critico ai fini della portata. Nell’appennino Bolognese e Fiorentino questo periodo è alla fine dell’estate (agosto-novembre) cioè immediatamente prima delle piogge autunnali e varia ovviamente da anno ad anno. Un anno di monitoraggio non è sufficiente per definire con sicurezza le caratteristiche idrologiche della sorgente, però è meglio di niente. Se hai delle testimonianze di locali fai bene ad acquisirle. Magari chiedi anche se qualcuno ha eseguito delle misure o se in forma indiretta hanno dei valori di portata (es: avevo un serbatoio da 1 m^3 e mi ricordo che in estate si riempiva in un ora circa…). Insomma, cerca di acquisire tutto quello che puoi sopratutto informazioni quantitative. Puoi anche provare a guardare sul sito della regione se trovi dati di monitoraggio. A volte si trovano, non so la Liguria come sia attrezzata da questo punto di vista, comunque un tentativo di ricerca in Internet vale la pena di farlo.
Per quello che riguarda la paleofrana la situazione dovrebbe essere abbastanza favorevole nel senso che un ammasso franato dovrebbe avere una rete di fratture aperte e distribuite in modo abbastanza casuale e quindi un pozzo dovrebbe avere buone possibilità di intercettare fratture acquifere, ovviamente se le litologie franate sono classificabili come rocce. Da questo punto di vista il fatto che siano mischiate rocce di tipo differente non dovrebbe essere un grave problema. Un marmo e un granito sono entrambi permeabili per fratturazione e quindi alla fine quello che gioca non è tanto il tipo di roccia presente ma il grado di fratturazione. La condizione di paleofrana quindi in generale dovrebbe essere favorevoli ai fini delle possibilità di realizzazione di un pozzo.
Per quello che riguarda la geoelettrica non saprei dirti che tipo di aiuto potrebbe in realtà fornirti. Personalmente sono abbastanza scettico e opterei per altri tipi di indagine.
Ad esempio una prima cosa da fare sicuramente è la ricostruzione geologica dell’area, cioè in pratica il tracciamento di qualche sezione sulla quale posizionare ad esempio l’ubicazione delle sorgenti che hai rilevato e sulla quale tracciare i limiti delle unità (base paleofrana, ecc..).
Una volta tracciata la sezione proverei a ricostruire, sulla base dei dati disponibili, un probabile andamento della piezometrica e a questo punto magari, si potrebbe pianificare una campagna di indagine.
Già che ci sei ti conviene anche raccogliere i dati di pioggia e temperatura delle stazioni meteo presento in zona, in modo da avere anche una ricostruzione certa delle caratteristiche climatiche e di conseguenza una stima della pioggia efficace.
Saluti!