Sempre ripensando ad attirare acque di percolazione nel tubo drenante,pensavo questo:
la persistenza di acqua in un bacino è regolata, oltre che da venti, temperatura e tessitura del fondale, dall’ adduzione proveniente da zone più secche in grado di imbibire il corpo idrico. Per non farlo evaporare o sparire nel terreno escludo la possibilità troppo invasiva di aggiungere direttamente acqua perchè modificherei troppo la struttura delicata del” microclima” interno ad esso e cerco di creare una relazione tra uno o più punti più lontani possibili in grado di mantenere una velocità di conduzione ( non so se si può chiamare così)idonea confinata tra zone adatte a non fermare quest’onda magari subsidente, lenta ma capace di compensare il prosciugamento della pozza. In un circuito del genere si potrebbe immettere piccole quantità di acque di scarico (biodegradabili ) senza modificare eccessivamente il B.O.D. del percorso di ricarica ma intervenendo solo con fito-depurazione nel bacino ? In pratica come viene già fatto ma usando le scoline come filtro…
grazie e ciao
